BERENICE ABBOTT

Paese: Stati Uniti
Nascita: 1898 | Morte: † 1991
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Berenice Abbott (Springfield, 17 luglio 1898 – Monson, 9 dicembre 1991) era una fotografa americana nota soprattutto per i suoi ritratti di personaggi culturali del XX secolo, le fotografie di architettura e progettazione urbana di New York.

Abbott è nata a Springfield, Ohio, ed è cresciuta in Ohio con la madre divorziata. Frequentò la Ohio State University per due semestri, ma se ne andò all’inizio del 1918 quando il suo professore fu licenziato perché era un tedesco che insegnava un corso di inglese. Si è trasferita a New York City, dove ha studiato scultura e pittura. Venne ospitata dall’anarchico Hippolyte Havel. Condivise una grande casa nella Greenwich Avenue insieme ad altre persone, tra le quali la scrittrice Djuna Barnes, il filosofo Kenneth Burke, ed il critico letterario Malcolm Cowley. Mentre studiava scultura conobbe Man Ray e Sadakichi Hartmann.  Nel 1919 rischiò di morire a causa della pandemia di influenza spagnola.

Nel 1921 si recò a Parigi e studiò scultura con Emile Bourdelle. Divenne assistente di Man Ray, che voleva qualcuno senza alcuna conoscenza precedente della fotografia. Ray fu impressionato dai suoi lavori e le permise di usare il suo studio. Nel 1926 Abbott tenne la sua prima mostra personale nella galleria Au Sacre du Printemps e avviò un suo studio, in Rue du Bac. Dopo un breve periodo passato a studiare fotografia a Berlino, fece ritorno a Parigi nel 1927 e avviò un secondo studio, in Rue Servandoni.

Berenice Abbott si concentrò sulle persone del mondo artistico e letterario: francesi (Jean Cocteau), espatriati (James Joyce), e persone di passaggio in città. Secondo Sylvia Beach, “Essere “fotografati” da Man Ray o Berenice Abbott significava che eri qualcuno”. I lavori di Abbott vennero messi in mostra a Parigi assieme a quelli di Man Ray, Kertész e altri, nel Salon de l’Escalier – o più formalmente il Premier Salon Indépendant de la Photographie, sulla scalinata del Théâtre des Champs-Élysées. La sua ritrattistica era insolita nelle mostre dei fotografi modernisti che si svolsero nel 1928-1929 a Bruxelles e in Germania.

Nel 1925 venne introdotta da Man Ray alla fotografia di Eugène Atget diventandone una grande ammiratrice, più di quanto lo fossero Ray e la sua cerchia, e nel 1927 riuscì a convincerlo a posare per un ritratto. Atget morì poco tempo dopo. Anche se il governo aveva acquisito gran parte dei suoi archivi – Atget aveva venduto 2.621 negativi nel 1920, e il suo amico ed esecutore testamentario André Calmettes ne aveva venduti altri 2.000 subito dopo la sua morte – Abbott fu in grado di acquistare i negativi rimanenti nel giugno 1928, e iniziò rapidamente a lavorare alla loro promozione. Un primo e tangibile risultato fu nel 1930 il libro Atget, photographe de Paris, nel quale compare come redattore fotografico. Il lavoro di Abbott per far conoscere Atget sarebbe continuato fino alla vendita del suo archivio nel 1968. Oltre al suo libro The World of Atget (1964), fornì le fotografie per A Vision of Paris (1963), pubblicò un portfolio, Twenty Photographs, e scrisse dei saggi. Grazie ai suoi sforzi continui riuscì a far ottenere ad Atget un riconoscimento internazionale.

Nel 1929 Abbott iniziò a documentare New York. Fino al 1938 fotografò la cultura materiale urbana e le costruzioni della città, documentando il vecchio prima che fosse demolito e registrando il nuovo. Dal 1934 al 1958 insegnò anche fotografia alla New School. Durante il 1935-39, Abbott lavorò come “supervisore” per il Federal Art Project per creare Changing New York.

Dal 1939 al 1960, Abbott fotografò soggetti scientifici, concludendo con le sue notevoli illustrazioni il rivoluzionario corso di fisica delle scuole superiori del Physical Sciences Study Committee. Nel 1954 fotografò lungo la US 1, realizzò oltre 2500 negativi sulle piccole cittadine e l’architettura legata all’automobile. L’opera però non ha mai trovato un editore. Nel 1968, Abbott si trasferì definitivamente nella sua casa nel Maine centrale.

Il 1970 vide la prima grande mostra retrospettiva di Abbott, al Museum of Modern Art. Il suo primo portfolio retrospettivo è apparso nel 1976 e nel 1989 ha ricevuto il premio alla carriera dall’ International Center of Photography

Morì nella sua casa a Monson, nel Maine, nel dicembre 1991.

Il suo stile fotografico diretto le permise di dare un importante contributo alla fotografia scientifica. Abbott fu anche un’inventrice: nel 1947 creò la “House of Photography” per promuovere e vendere alcune delle sue invenzioni. Tra queste un cavalletto per distorsioni e la lampada telescopica, nota a molti fotografi di studio con il nome di Autopole.
Abbott fece parte del movimento della straight photography, che sottolineava l’importanza di avere fotografie non manipolate né per quanto riguarda il soggetto, né per quanto riguarda il processo di sviluppo. Nel corso di tutta la sua carriera, la fotografia della Abbott consistette molto nel mettere in mostra l’aumento dello sviluppo nella tecnologia e nella società. Le sue opere documentano e lodano il panorama di New York. Tutto ciò fu guidato dalla sua convinzione che un’invenzione moderna come la macchina fotografica meritasse di documentare il XX secolo.

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